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CV Giacomo Fasola

Giacomo Fasola, romano, operatore culturale free lance, studi umanistici all'Università “la Sapienza” di Roma, dove ha avuto la fortuna di ascoltare le ultime lezioni di Giacomo Debenedetti sul “personaggio uomo”, ha condiviso gli entusiasmi, le inquietudini e le disillusioni della sua generazione, quella di chi ha avuto vent'anni negli anni Sessanta. Nel suo percorso di laurea (in cui ha avuto docenti quali Guido Calogero, Santo Mazzarino, Ettore Paratore, Walter Binni, Nino Valeri, Arsenio Frugoni, Aurelio Roncaglia, Giulio Carlo Argan, Franco Ferrarotti, Emilio Garroni) ha seguito i corsi di Storia del Teatro di Ferruccio Marotti e di Storia della Musica di Luigi Ronga superando con lode i rispettivi esami.

Giacomo FasolaGiacomo Fasola

Ha lavorato nel settore della cooperazione culturale. Presso il Ministero del Turismo e Spettacolo, ai sensi della legge 800/67, è stato membro della Commissione attività liriche come rappresentante del movimento cooperativo. Ha pubblicato articoli sulle politiche culturali nel settore teatrale e musicale. Si è dedicato al ritrovamento e adattamento di testi teatrali e libretti. Ha collaborato con molti enti ed istituzioni tra cui oltre alle Università di Roma “La Sapienza” e “Tor Vergata”, il Teatro Alighieri di Ravenna, la RAI, Il Teatro dell’Opera di Roma, I Solisti Aquilani.

Dal 1982 al 1994 è stato direttore artistico del “Festival Internazionale dei Laghi e Castelli” nel cui ambito ha fatto rappresentare, in nuovo allestimento, “Trespolo tutore” di Stradella, “Pierrot lunaire” di Schönberg e, per la regia di Virginio Puecher (col quale ha collaborato per diversi anni progettando anche un “Flauto magico” sull'acqua purtroppo non realizzato), “Il trionfo dell’onore” di Alessandro Scarlatti, “L’Arcadia in Brenta” di Baldassarre Galuppi su libretto di Goldoni, gli atti unici di Jacques Hoffenbach “Pomme d’api”, in prima esecuzione italiana, e “Monsieur Chouflery restera chez lui le…”, dei quali ha curato la traduzione e adattamento dei libretti dal francese, “Betly, ossia la capanna svizzera” di Donizetti per la regia di Stefano Vizioli, “Don Pasquale” di Donizetti per la regia di Paolo Montarsolo, la “Dirindina” di Domenico Scarlatti e, in prima ripresa moderna, “La fantesca” di Johann Adolf Hasse.

GFGiacomo Fasola negli abiti di regista... davanti alle quinte!

Dal 1995 al 1997 è stato direttore artistico del “Festival delle Ville Tuscolane” valorizzando in particolare la splendida Villa Mondragone. Dall'autunno 2000 è condirettore artistico de “I Concerti dell’Accademia degli Sfaccendati” che si tengono presso il Palazzo Chigi di Ariccia. Ha fatto parte del comitato scientifico della Mostra “Visconti e il Gattopardo. La Scena del Principe” che si è tenuta al Palazzo Chigi di Ariccia nel 2001/2002 contribuendo al catalogo con un saggio su “Visconti e la musica”.

Ha curato la regia di “Suor Angelica” di Giacomo Puccini, l'Histoire du soldat di Igor Stravinskij, “Il telefono” di Gian Carlo Menotti, “Bastiano e Bastiana” di Mozart e “La serva padrona” di Pergolesi.

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